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Take Me To Live With You

Sto fotografando interni di personalità che hanno influenzato la società dal punto di vista politico e culturale e che possono considerarsi pertanto figure genitoriali ideali, quanto meno sotto il profilo pubblico, per i valori morali o culturali da trasmettere, racchiusi forse anche nelle loro vite private e nelle loro case. E’ questo il senso della ricerca: coinvolgere figure che fanno parte della mia memoria personale o dei miei desiderata e nello stesso tempo della memoria collettiva, in questa indagine sui valori da passare alle generazioni future. Traspaiono dalla loro abitazione, dal loro privato, questi valori? E quello che ho cercato di scoprire. Ho anche cercato di avvicinarli a ciascuno di noi, restituendo un quotidiano che è comune a tutti, indipendentemente dai nostri trascorsi o dalla notorietà. E’ la disponibilità ad accogliere che conta, non il tempo effettivamente passato da loro. Durante le visite si stabilisce una relazione, raggiunta anche attraverso la partecipazione del soggetto, che rimane comunque sullo sfondo, perché sono gli ambienti e gli oggetti a comunicare per lui o per lei.  La casa vissuta come spazio abitato trascende lo spazio geometrico, è un luogo di appartenenza e di identità, uno dei luoghi delle possibilità. Tra le righe viene rappresentata la relazione con mio padre, rafforzatasi durante la malattia, che, come molte relazioni, è stata in parte un successo, in parte un fallimento.

Fondazione Carlo Gajani, Bologna, Art City 2017, testo di Roberta Valtorta, "Prendimi a vivere con te", Francesco Guccini, Giancarla Codrignani, Eugenio Riccomini, Mario Nanni, Romano Prodi.

I am photographing the homes of selected personalities who have influenced society from both a political and a cultural point of view, and are “parental” figures of reference, at least from the “public” point of view, because they have certain cultural and moral values to transmit - embedded, potentially, in both their private lives and in their home environment. This is the aim of the work, to involve figures who are part of my personal memory, but also of society’s collective memory. It is a personal meditation upon ideals to pass on to future generations. Do these values shine through in their homes, in their private lives? This is what I have tried to find out. I have also tried to bring them closer to each of us, returning a every day life that is common to us all, regardless of our past or notoriety. It is the willingness to receive that matters, not the actual time spent at their place. During the photo session I attempt to establish and depict an idealised relationship, achieved through the participation of the subject, who remains in the background. The idea is that the spaces and objects are communicating upon his or her behalf. The house is lived as an inhabitated space, that transcends the geometrical space, one of the places, so to speak, of possibilities. Finally, between the lines, lies the relationship with my father, encapsulated by his final illness, which, like many relationships, was part success, part failure.

Fondazione Garlo Gajani 2017, Bologna, Art City, text by Roberta Valtorta, "Take Me To Live With You", Francesco Guccini, Giancarla Codrignani, Eugenio Riccomini, Mario Nanni, Romano Prodi.

 

 

 

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